Il microbiota vaginale si configura come una nicchia ecologica popolata da microrganismi sia aerobi sia anaerobi in perfetto equilibrio; tale ecosistema è dominato dai lattobacilli che rappresentano il principale fattore di difesa dell’ambiente vaginale contro i patogeni opportunisti, responsabili delle principali disbiosi a carico dell’ecosistema vaginale, quali vaginosi e vaginiti batteriche e infezioni micotiche, dette anche vulvovaginiti [11]. Oggi, più del 75% delle donne contrae almeno un episodio di vulvovaginite nel corso della vita, e le recidive sono molto comuni [1,3]. Le disbiosi vaginali vengono comunemente trattate con terapia antibiotica e/o antimicotica. Tuttavia, tali trattamenti non sono in grado di ricostituire la condizioni di omeostasi e, molto spesso, non essendo specifici, possono comportare la riduzione dei lattobacilli con comparsa di recidive o addirittura, sviluppo di patogeni resistenti al trattamento convenzionale. Recenti studi hanno evidenziato come i probiotici rappresentano una strategia innovativa per l’equilibrio della flora batterica vaginale in caso di disbiosi [2,4-10,13]. Recentemente è stato dimostrato che il ceppo CA15, ascritto alla specie Lacticaseibacillusrhamnosus, offre un modo efficace per ripristinare e mantenere un microbiota vaginale sano, contribuendo a ridurre il disagio e promuovere il benessere vaginale della donna [9-10].