La malattia di Alzheimer è una malattia neurodegenerativa che si manifesta con un progressivo deterioramento delle funzioni cognitive e delle capacità funzionali. Rappresenta la causa più comune di demenza nel mondo.
Alla base della sua fisiopatologia ci sono cambiamenti neurobiologici che portano alla morte neuronale e alla perdita di funzioni cognitive. Questi cambiamenti si sviluppano negli anni con un processo progressivo che parte da alterazioni biologiche silenziose nella fase preclinica, passando per il decadimento cognitivo lieve, fino alla malattia conclamata.

Ad oggi non esistono cure definitive per prevenire o trattate l’Alzheimer. Le terapie disponibili, farmacologiche e non,si concentrano sul trattamento dei sintomi e sul rallentamento della progressione della malattia.
L’alimentazione può agire in modo diretto e indiretto sulla salute cerebrale. Alcuni nutrienti proteggono i neuroni dal danno cerebrale e la dieta riduce il rischio di altre condizioni note come fattori di rischio, quali malattie cardiovascolari, sindrome metabolica e disbiosi intestinale.

Una dieta ricca in omega-3, vitamine, antiossidanti, polifenoli e fibre sembra in grado di controllare l’infiammazione e lo stress ossidativo, entrambi fattori cruciali nella neurodegenerazione.

Le complicanze nutrizionali rappresentano un aspetto critico nella gestione dei pazienti affetti da demenza, soprattutto nelle fasi più avanzate di malattia.

La malnutrizione, frequente perchè associata a problemi cognitivi, motori ma anche alla disfagia, determina un aumento del rischio di infezioni, sarcopeniae peggioramento delle capacità cognitive.
Un intervento nutrizionale mirato, che includa la valutazione regolare dello stato nutrizionale, l’alimentazione assistita, l’uso di integratori e la gestione dei fattori psicologici e comportamentali, oltre al supporto al caregiver, è essenziale per migliorare la salute complessiva dei pazienti e rallentare il declino cognitivo.