Endometriosi: dai meccanismi alla complessità delle relazioni.
L’endometriosi è una malattia infiammatoria cronica estrogeno-dipendente che colpisce il 5-10% delle donne in età fertile ed è caratterizzata da un’importante sintomatologia algica (dismenorrea, dispareunia, dolore pelvico cronico), spesso invalidante1. La sede più frequente è l’ovaio, ma esiste una forma più aggressiva (20% delle pazienti affette) che può interessare l’apparato gastrointestinale o urinario, altamente invalidante. Circa il 30% delle pazienti con endometriosi possono soffrire di infertilità. La diagnosi si basa sulla sintomatologia, sulla visita ginecologica, sulla familiarità, e sull’imaging ecografico ma spesso la diagnosi è tardiva, fino anche a 11 anni dalla comparsa del sintomo2. L’etiopatogenesi è ancora incerta, ma tra le teorie più accreditate vi è quella della mestruazione retrograda, secondo la quale il materiale mestruale refluirebbe attraverso le salpingi venendo a contatto con gli organi pelvici dove, in un caso su dieci, il tessuto endometriale si impianterebbe, probabilmente grazie ad un deficit del sistema immunitario locale3. Recenti ipotesi sulla genesi della malattia endometriosica hanno individuato come causa un’alterazione del microbiota intestinale con conseguente riduzione della risposta immunitaria o un’infezione batterica dell’endometrio4,5. Analogamente all’endometriosi l’adenomiosi è una malattia estrogeno-dipendente, che si localizza nel muscolo uterino (miometrio), con meccanismi molecolari simili all’endometriosi al punto che sono state definite “entità sorelle”6 ed il 20-80% delle donne affette da endometriosi presenta adenomiosi concomitante. L’adenomiosi è potenzialmente presente nel 30-35% delle donne e può iniziare quando le donne hanno un’età compresa tra i 20 e 30 anni. Anche la sintomatologia è simile a quella dell’endometriosi: la dismenorrea e le mestruazioni abbondanti sono sintomi comuni, tuttavia a volte l’infertilità è l’unico segno di malattia uterina7. La diagnosi si basa anche in questo caso sulla diagnosi, sulla familiarità, l’esame ginecologico e sull’imaging ecografica o risonanza magnetica8.
Bibliografia
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