Alimentazione e Fertilità: associazioni e implicazioni

Dott.ssa Gemma Fabozzi
Embriologa clinica, Nutrizionista Consigliere della Società Italiana Embriologia Riproduzione e Ricerca Coordinatrice GIS Nutrizione e Riproduzione della Società Italiana Fertilità e Sterilità Responsabile del reparto B-Woman di Nutrizione e Salute riproduttiva IVI RMA Global Alliance

Embriologa Clinica e Biologa Nutrizionista che da più di 15 anni opera nel settore della Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) collaborando negli anni con importanti centri di Medicina della Riproduzione, in Italia e all’estero, affiancando da sempre l’attività clinica a quella di ricerca. Dal 2018 dirige il primo centro italiano dedicato al supporto nutrizionale e psicologico per pazienti alla ricerca di una gravidanza, il centro B-Woman di Roma, dove studia percorsi di supporto a 360° insieme ad un team multidisciplinare di colleghi nutrizionisti, ginecologi, endocrinologi, psicologi, esperti nel campo della fertilità.

La salute riproduttiva di una coppia è una condizione fortemente influenzata da fattori di stile di vita come dieta, attività fisica, fumo, consumo di alcol che, se non corretti, possono impattare in modo significativo le chances di concepimento sia in modo naturale che mediante procreazione medicalmente assistita (PMA). L’alimentazione, in particolare, rappresenta la prima linea di intervento per trattare diverse problematiche strettamente associate all’infertilità, in primis, il sovrappeso ed il sottopeso. In entrambe queste condizioni, infatti, il tessuto adiposo e l’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi (HPG) sono disturbati, influenzando così la pulsatilità dell’ormone di rilascio delle gonadotropine (GnRH), portando ad un’alterata secrezione di gonadotropine e alla sintesi di steroidi gonadici, aumentando così il rischio di cicli anovulatori o amenorrea. Nonostante la PMA rappresenti un’importante opzione terapeutica in queste pazienti, è stato dimostrato che essere sovrappeso o sottopeso diminuisce comunque le loro probabilità di successo in quanto presentano un aumentato rischio di aborto e minore probabilità di ottenere un bambino nato sia in caso di fecondazione omologa che eterologa (PMID: 32328028, PMID: 27887711, PMID: 27825031, PMID: 26627120, PMID: 27666564). 

Un bersaglio fortemente modulato dall’alimentazione e strettamente correlato a patologie causa di infertilità è il microbiota intestinale. Sempre più studi stanno mostrando un’associazione tra disbiosi intestinale e patologie del tratto riproduttivo femminile associate all’infertilità (DOI: 10.3389/fcimb.2022.1059825). Tra questi la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) (DOI: 10.3390/ijms22042048, DOI: 10.3389/fendo.2022.808508, DOI : 10.1016/j.rbmo. 2023.03.016), l’endometriosi (DOI: 10.3389/fmicb.2024.1363455, DOI: 10.1016/j.fertnstert.2023.03.032, DOI: 10.1093/humupd/dmab035) e l’insorgenza di fibromi uterini (UF) (DOI: 10.3 389/fcimb.2023.1196823, DOI: 10.3389/fcimb.2023.1177366) ed invecchiamento ovarico (https://doi.org/10.1080/19490976.2023.2295394).

Correggere la propria alimentazione rappresenta dunque una strategia chiave per preservare ed ottimizzare la propria fertilità sia in caso di ricerca naturale di una gravidanza che mediante PMA.

Infiammazione cronica ed infertilità femminile: strategie nutrizionali personalizzate

Numerosi studi in letteratura mostrano prove sempre più evidenti dell’importanza della nutrizione nella riproduzione, suggerendo un’associazione reciproca tra nutrizione e fertilità. Diversi modelli dietetici sono stati studiati in relazione alla fertilità; tuttavia, vengono spesso riportati risultati contrastanti e nessuna evidenza di uno specifico pattern dietetico per chi effettua un percorso di PMA, probabilmente a causa delle variazioni nel genoma, proteoma, metaboloma e microbioma nei vari individui.

 

In questo scenario, la “nutrizione di precisione”, vale a dire modelli dietetici personalizzati basati sulla fenotipizzazione profonda del paziente mediante l’ausilio delle scienze omiche come la nutrigenetica, nutrigenomica, metabolomica e microbiomica resta la scelta migliore rispetto all’applicazione di un approccio nutrizionale generico (DOI: 10.3390/nu14091918). In particolare, un aspetto molto importante da tenere in considerazione nelle pazienti infertili è la gestione di una condizione infiammatoria cronica di basso grado che caratterizza numerosissime patologie correlate all’infertilità come l’endometriosi, la sindrome dell’ovaio policistico, l’endometrite cronica e tante altre.

Sulla base di queste conoscenze è possibile disegnare piani nutrizionali altamente personalizzati non solo sul paziente stesso ma anche in relazione alla loro problematica di infertilità al fine di gestire le cause a monte delle loro problematiche piuttosto che trattare semplicemente i loro sintomi nell’ottica di una medicina e nutrizione funzionale.

Nella stessa sezione

Endometriosi: dai meccanismi alla complessità delle relazioni.
Prof. Michele Vignali
Endometriosi: dai meccanismi alla complessità delle relazioni
Prof. Michele Vignali
Approcci complementari per il riposo e il benessere: innovazione e tradizione tra Oriente ed Occidente
Dott. Alessandro Limonta