Il ruolo del microbiota intestinale nel dolore cronico vulvare e l’importanza di un approccio integrato per Candidosi e Cistiti Ricorrenti

Dr.ssa Elisa Gagliano
Biologa Nutrizionista e Dr.ssa Magistrale in Farmacista Nutrizione Funzionale Bedfordshire University UK

Nel vasto panorama della salute femminile, un elemento cruciale che emerge con sempre maggiore evidenza è il microbiota intestinale. Il microbiota intestinale, grazie alla sua notevole biodiversità e abbondanza, è capace di svolgere una vasta gamma di funzioni metaboliche, strutturali e protettive. Questa capacità è resa possibile grazie alla sua immensa massa genomica, che svolge un ruolo fondamentale in tali processi.

Con la sua straordinaria biodiversità genomica, questo complesso ecosistema batterico non solo contribuisce al mantenimento dell’equilibrio intestinale, ma è in grado di modulare anche altri ecosistemi, tra cui il microbiota vaginale e urinario. Rinforzare il microbiota intestinale, quindi, diventa cruciale per promuovere la salute di tutto l’organismo e per affrontare specifiche condizioni come il dolore cronico vulvare.

Un ampio studio epidemiologico multicentrico, denominato progetto VuNet (Graziottin et al., 2020) che ha coinvolto 21 sedi dislocate sul territorio nazionale e 1183 donne con dolore vulvare persistente, ha consentito di creare dei “cluster” basati sui principali processi fisiopatologici e sulle caratteristiche cliniche della malattia, permettendo così di indirizzare il percorso di cura in modo più mirato.

Questo studio ha mostrato che il 94,7% delle donne reclutate aveva una comorbidità che coinvolgeva l’intestino, come sindrome dell’intestino irritabile, stipsi, dolori addominali e allergie alimentari. Inoltre, ha messo in luce la chiara associazione tra infezioni ricorrenti da candida vulvovaginale, infezioni urinarie ricorrenti e dolore cronico vulvare.

Una strategia da prendere in considerazione è quella di favorire un ambiente intestinale in eubiosi, ovvero in uno stato di equilibrio, riducendo così sia le specie batteriche istamino-produttrici che l’attivazione mastocitaria che la letteratura scientifica ormai conferma avere un ruolo chiave nel dolore cronico anche vulvare. La degranulazione mastocitaria porta alla liberazione di numerosi mediatori infiammatori come l’istamina, prostaglandine e proteasi specifiche causando un aumento della sensibilizzazione dei nervi e della permeabilità intestinale. L’istamina inoltre stimola TRPV1 sui nervi influenzando la percezione del dolore viscerale.

Un microbiota in eubiosi ha una duplice azione in quanto contribuisce a tenere sotto controllo il Mycobiota, l’insieme dei microrganismi fungini presenti nel corpo umano. La sovracrescita di Candida è uno dei principali responsabili delle infezioni micotiche vaginali ed è in grado di causare degranulazione mastocitaria e liberazione d’istamina.

L’alimentazione gioca un ruolo chiave in questo processo, in quanto è in grado di esercitare un’influenza tempestiva sulla composizione del microbiota che a sua volta risponde contrastando la produzione aberrante di sostanze infiammatorie coinvolte nell’ipersensibilità dei nervi e nei sintomi associati al dolore vulvare cronico.

Le strategie alimentari sono varie e vanno sempre personalizzate e associate ad una integrazione mirata sia di specie batteriche specifiche sia di composti a base di estratti vegetali appositamente formulati per il benessere delle vie urinarie. È inoltre importante ricordare la capacità dei patogeni di creare resistenza ai trattamenti attraverso la produzione del biofilm, questi infatti attraverso un meccanismo di comunicazione chimica, definito quorum sensing, sono in grado di produrre aggregati multicellulari (detti biofilm) in grado di eludere la risposta immunitaria e resistere ai normali presidi terapeutici. Nei casi di infezioni vulvovaginali ricorrenti è quindi importante lavorare anche sulla disgregazione di questo biofilm per permettere un’azione antimicrobica migliore.

Tuttavia, oltre ai programmi alimentari personalizzati e l’integrazione alimentare, è fondamentale prendere in considerazione anche altri fattori psicosociali, come lo stress, i ritmi circadiani adeguati e l’equilibrio glicemico, che possono influenzare la salute del microbiota e sostenere un’infiammazione sistemica di basso grado “low grade inflammation” creando un ambiente favorevole alla patologia.

In conclusione, un approccio integrato che comprenda modifiche dietetiche, gestione dello stress e interventi mirati a mantenere un microbiota intestinale e vaginale equilibrato può essere fondamentale nel sostegno del dolore cronico vulvare. Favorire un ambiente intestinale e vaginale sano non solo riduce il rischio di infezioni ricorrenti, come la candidosi, ma può anche contribuire a ridurre l’attivazione mastocitaria e, di conseguenza, il dolore cronico.

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